martedì 22 gennaio 2008

Io Sono Leggenda

Robert Neville (Will Smith) esplora New York con il cane Sam(Ascoltando: Keep Talking - Pink Floyd)

Io Sono Leggenda
Drammatico (Usa, 2007)
Regia di Francis Lawrence
con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok..
Warner Bros.

14 Gennaio 2008, ore 22:00. Mi reco al multisala della mia città con alcuni amici, carico di attesa per questo film di Francis Lawrence (Constantine), tratto dal romanzo omonimo di Richard Matheson scritto nel 1954 (oltre a questo, ha ispirato altri film come L'ultimo uomo della terra, La notte dei morti viventi, 1975: Occhi bianchi sul pianeta terra, 28 giorni dopo). Tutti coloro che sono già andati a vederlo mi hanno detto che il film è bello. All'uscita sarò dello stesso parere, nonostante alcune incongruenze, ad esempio il fatto che quando si ferisce alla gamba non riesce a camminare quando assalito dai cani, salvo poi zompettare senza problemi non appena l'attacco finisce. Anzi, non è solo bello, è coinvolgente e angosciante, non mi è solo piaciuto mi ha emozionato e angosciato.
Merito dell'interpretazione di Will Smith nei panni di Robert Neville, che per buona parte del film recita in una specie di one man show (ad esclusione di alcuni flash back e del finale), riuscendo a trasmettere a chi lo guarda svariati sentimenti allo stesso tempo; dalla determinazione a trovare una cura (è uno scienziato dell'esercito) per arginare il virus che ha distrutto quasi per intero l'umanità, all'angoscia della solitudine che lo porta a parlare con dei manichini durante i suoi giri esplorativi per le strade di New York ormai ridotte a una semi giungla. All'ansia, mascherata da una apparente tranquillità e serenità, di dover sopravvivere e sfuggire agli esseri contagiati dal virus. All'amore per l'unica creatura che l'accompagna fedele in questi giorni solitari, Sam il cane femmina della figlia di Robert che lo protegge ovunque lui vada. Al dolore che provoca in lui il ricordo dell'incidente in elicottero in cui sono rimaste uccise la moglie e la figlia durante l'evacuazione della città, ma soprattutto il dolore coinvolgente che lo attanaglia nel momento più triste del film: Robert cade in una trappola degli infetti, ma riesce a sfuggirne grazie all'aiuto di Sam che gli salva la vita.
Il cane però rimane ferito e viene contagiato dal virus; inutili le cure che Robert somministra a Sam e mentre la stringe tra le sue braccia si accorge che ormai è iniziata la metamorfosi, Robert è quindi costretto a strozzarla e sopprimerla tra le proprie braccia, in un mare di lacrime. Ormai definitivamente solo Robert si lancia in un attacco suicida contro gli infetti, ma viene salvato da una donna, Anna col suo bambino, due immuni superstiti che hanno raccolto il messaggio d'aiuto di Robert e sono arrivati a New York per portarlo via con loro all'unica colonia di esseri umani ancora esistente.
Robert non ne vuole sapere, per lui ormai privo di tutti gli affetti e scosso dagli insuccessi dei suoi test per trovare un antidoto, la vita non ha più significato e non vuole partire giustificandosi con la volontà di proseguire le ricerche. Mentre discutono cala la notte e la casa di Robert viene attaccata in massa dagli infetti. I tre si rifugiano nel laboratorio seminterrato. Qui Robert nota come il suo ultimo test sia risultato postivo, ha trovato la cura. La consegna ad Anna e successivamente si immola per permetterle di scappare e di portare la cura agli umani superstiti diventando così Leggenda.

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